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Chi è un cattivo pagatore?: Tutto quello che c’è da sapere

Chi è il cattivo pagatore? Perché ottenere un prestito, appartenendo a questa categoria risulta più difficile? Questo sito nasce per offrirvi tutte le informazioni riguardanti il mondo dei cattivi pagatori.  Possiamo dirvi che rientra nella categoria cattivo pagatore, quella persona che più di una volta, dimostra di essere in ritardo con i pagamenti delle rate mensili di un prestito.

In Italia i cattivi pagatori sono in costante aumento, causa soprattutto di una crisi che non si vuole affievolire, rendono la quotidianità un vero inferno. Il cattivo pagatore è un soggetto che non adempie ai suoi doveri per causa di forza maggiore ( nella maggior parte dei casi, si tratta di persone che senza preavviso perdono il lavoro o le sicurezze finanziarie).


Come avviene l’ingresso nell’albo dei cattivi pagatori? Tutto avviene in maniera immediata, infatti, al mancato pagamento consecutivo, della seconda rata del finanziamento, la persona che non adempie ai suoi doveri si troverà inclusa nell’albo dei cattivi pagatori.

Da questo momento, quando un cattivo pagatore, proverà a richiedere un finanziamento, le probabilità di ottenerlo saranno molto basse, visto che non avrete nessuna garanzia da mostrare agli istituti di credito.

Ecco una chiara descrizione di chi è il cattivo pagatore, ma non disperate, poter richiedere un finanziamento è ancora possibile. Nei prossimi articoli, parleremo della possibilità di ottenere un prestito fornendo la garanzia dello stipendio o della pensione, oppure sfruttando altre possibilità disponibile sul mercato.

Insomma, una volta entrati nel libro nero dei cattivi pagatori, uscirne sarà praticamente impossibile, ma le soluzioni di finanziamento esistono anche per voi.



Prestiti veloci cattivi pagatori

I prestiti veloci cattivi pagatori sono concessi a coloro che risultano essere inscritti alle liste dei cattivi pagatori perché sono risultati essere inadempienti nei riguardi di qualche pagamento. Anche se esistono soluzioni specifiche che riguardano i prestiti veloci cattivi pagatori, si consiglia sempre di evitare, qualora fosse possibile,di rientrare in questa categoria anche per abbreviare i tempi di richiesta del prestito stesso. I prestiti veloci cattivi pagatori riguardano la cessione del quinto e il prestito delega. Nel primo caso l’istituto non ha problemi a concedere il prestito perché sarà lo stesso datore di lavoro a garantire in quanto dovrà lui far percepire al cliente lo stipendio mancante di un quinto.

La modalità prevede che il cliente individui l’istituto presso il quale è intenzionato a richiedere il prestito e si presenti con la sua busta paga ed un documento d’identità. La banca, anche se il cliente comunica la sua posizione di cattivo pagatore, deve comunque controllare e ciò comporta dei tempi che variano dai 3 ai 5, dipende dalla celerità anche dello svolgimento della pratica.

I prestiti veloci cattivi pagatori sono stati studiati per offrire un’opportunità di prestito in caso di necessità economica anche per coloro che in passato hanno avuto qualche difficoltà nei pagamenti ma offrendo comunque la dovuta tutela e garanzia per le banche che gli concedono.



Le possibilità di ottenere un prestito da cattivo pagatore

Quando si entra a far parte del libro nero dei cattivi pagatori, tutto sembra perduto, ma in realtà esistono delle soluzioni che permettono di ottenere un prestito da cattivo pagatore. I prestiti per protestati e la cessione del quinto, non sembrano avere nulla in comune, ma in realtà questi due strumenti sono complementari.

Infatti, tra le possibilità di ottenere un prestito da cattivo pagatore troviamo i finanziamenti per protestati. Ovvero la richiesta di un prestito delega, che assomiglia per certi versi alla cessione del quinto, ma si differenzia per caratteristiche molto importanti.

Infatti, con il prestito delega il datore di lavoro avrà la possibilità di non pagare le rate per conto del dipendente, cosa invece “obbligatoria” con la cessione del quinto. Il prestito delega è il finanziamento a delega più adatto per i cattivi pagatori, visto che con questo metodo si può richiedere fino al 40% della retribuzione netta contro il 20% della cessione del quinto.

Ovviamente questa non è l’unica possibilità di ottenere un prestito per un cattivo pagatore, perché esiste anche il prestito cambializzato, che si appoggia sull’utilizzo delle vecchie cambiali, ormai utilizzate in minima parte. Queste sono le principali possibilità per ottenere un prestito da cattivo pagatore senza utilizzare la cessione del quinto.

In alcuni momenti è necessario richiedere la cessione del quinto dello stipendio, soprattutto se la soluzione da cattivo pagatore è davvero grigia. La cessione del quinto è sicuramente lo strumento più utilizzato da chi è protestato, ossia da chi ha avuto problemi con i precedenti finanziamenti.

Questo perché la cessione del quinto viene pagata direttamente dal datore di lavoro senza il bisogno di garanzie da parte del richiedente. Per ottenere un prestito da cattivo pagatore, richiedendo la cessione del quinto, ricordiamo che è necessario essere lavoratori dipendenti.



Prestito fiduciario

I prestiti fiduciari appartengono alla categoria dei finanziamenti non finalizzati (al pari della cessione del quinto o del prestito delega) e sono espressamente rivolti a chiunque abbia un problema di liquidità.

Al prestito fiduciario possono in genere accedere:

  • lavoratori dipendenti;
  • lavoratori autonomi;
  • liberi professionisti;
  • pensionati.

Il soggetto che richiede il prestito fiduciario deve avere un reddito dimostrabile e deve risultare in grado di far fronte alle rate mensili previste dal finanziamento. Il richiedente il prestito fiduciario dovrà quindi esibire all’istituto finanziatore alcuni documenti che attestino la propria condizione economica (ad esempio, ultima busta paga e modello CUD nel caso dei dipendenti, modello Unico nel caso degli autonomi).

I tempi e gli importi di rimborso di un prestito fiduciario risultano in genere piuttosto personalizzabili, sulla base delle esigenze del cliente. Le rate sono costanti, a tasso fisso e cadenza periodica e la durata del finanziamento si attesta in linea di massima tra i 12 ed i 120 mesi.

In alcuni casi, il prestito fiduciario può essere concesso anche a chi abbia altri prestiti in corso; rimane ovviamente indispensabile che la condizione economica e lavorativa del cliente sia tale da non ostacolare un regolare rimborso delle rate dei vari finanziamenti (in pratica, il carico finanziario deve essere proporzionato al reddito percepito e alla propria capacità di rimborso).

Per poter accedere a questo tipo di finanziamento è necessario avere una buona posizione creditizia: il prestito fiduciario, infatti, non viene di norma concesso a protestati o cattivi pagatori.



Come fare per ottenere in maniera veloce un prestito per Cattivi Pagatori ?

Chi appartiene alla categoria dei cattivi pagatori, spesso si chiede come riuscire a ottenere in maniera semplice e veloce un prestito dedicato a questa categoria di persone.  Le possibilità sono molteplici ma bisogna prendersi le proprie responsabilità, perché in caso di mancato pagamento la legge vi punirà severamente.

Il cattivo pagatore può ottenere un prestito veloce richiedendo in maniera automatica la cessione del quinto dello stipendio. In questo modo, ogni mese, dalla vostra busta paga vi verrà “tolta” una parte dello stipendio che sarà una garanzia per la banca che ha deciso di offrirvi nuovamente fiducia.

Richiedere la cessione del quinto per cattivi pagatori, vi permetterà di accedere alla somma richiesta entro 15/20 dall’invio del modulo di finanziamento. Questa tempistica vale per tutti i dipendenti di aziende private ed Enti Locali, se come cattivi pagatori siete dipendenti dello Stato la procedura richiederà un tempo maggiore pari a 30/45 giorni.

Inoltre, come cattivi pagatori, avrete il diritto di richiedere in maniera veloce un prestito cattivi pagatori, anche in caso di cessione del quinto già attiva. Infatti, per tutte le persone che hanno fatto richiesta di un prestito personale tramite cessione del quinto dello stipendio di durata inferiore ai 60 mesi, potranno rinnovare il prestito con un nuovo finanziamento della durata massima di 120 mesi.

Questa possibilità è aperta a tutti coloro che non hanno sottoscritto prima d’ora, un altro contratto di cessione del quinto di durata pari a 120 mesi; il rinnovo della cessione dovrà quindi essere il primo contratto sottoscritto (tramite la cessione del quinto) con una durata di dieci anni. La rinegoziazione del finanziamento può avvenire anche dopo il pagamento di una sola rata e ovviamente solo nell’arco di tempo che compre i 120 mesi.

Dopo aver scelto il prestito per Cattivi Pagatori, quali caratteristiche si devono verificare?

Le soluzioni per scegliere un prestito cattivi pagatori sono innumerevoli, come abbiamo già spiegato gli strumenti messi a disposizione da alcune società di credito, vi permetteranno di accedere a un finanziamento creato su misura per voi.

Una volta scelto il prestito dedicato ai cattivi pagatori, quali sono le caratteristiche che si devono verificare, per assicurarsi che non si sia caduti in una truffa? La prima cosa che dovrete richiedere è la possibilità di eseguire la domanda di “riabilitazione” dalla categoria dei cattivi pagatori, questa funzione vi permetterà di “uscire” dalla lista del libro nero in tempi che variano da 12 ai 36 mesi.

In questo modo, dimostrando di pagare continuamente le rate del finanziamento, potrete confermare alle banche che non siete più integrati nella categoria dei cattivi pagatori. Inoltre, ricordiamo che è possibile richiedere l’immediata cancellazione dalli liste del CRIF, ma solo in caso ci siano state delle truffe per appropriazione indebita.

Per questo motivo dovete assicurarvi, come cattivi pagatori, che il mutuo accettato dalla finanziaria sia coperto da regolare contratto e che venga versato direttamente sul vostro conto corrente bancario. Il prestito a cattivi pagatori ormai fa parte della nostra quotidianità, non dovete vergognarvi di chiedere queste sicurezze che vi permetteranno di dormire sogni tranquilli.

Le possibilità di ottenere un prestito da cattivo pagatore

Quando si entra a far parte del libro nero dei cattivi pagatori, tutto sembra perduto, ma in realtà esistono delle soluzioni che permettono di ottenere un prestito da cattivo pagatore. I prestiti per protestati e la cessione del quinto, non sembrano avere nulla in comune, ma in realtà questi due strumenti sono complementari.

Infatti, tra le possibilità di ottenere un prestito da cattivo pagatore troviamo i finanziamenti per protestati. Ovvero la richiesta di un prestito delega, che assomiglia per certi versi alla cessione del quinto, ma si differenzia per caratteristiche molto importanti.

Infatti, con il prestito delega il datore di lavoro avrà la possibilità di non pagare le rate per conto del dipendente, cosa invece “obbligatoria” con la cessione del quinto. Il prestito delega è il finanziamento a delega più adatto per i cattivi pagatori, visto che con questo metodo si può richiedere fino al 40% della retribuzione netta contro il 20% della cessione del quinto.

Ovviamente questa non è l’unica possibilità di ottenere un prestito per un cattivo pagatore, perché esiste anche il prestito cambializzato, che si appoggia sull’utilizzo delle vecchie cambiali, ormai utilizzate in minima parte. Queste sono le principali possibilità per ottenere un prestito da cattivo pagatore senza utilizzare la cessione del quinto.

In alcuni momenti è necessario richiedere la cessione del quinto dello stipendio, soprattutto se la soluzione da cattivo pagatore è davvero grigia. La cessione del quinto è sicuramente lo strumento più utilizzato da chi è protestato, ossia da chi ha avuto problemi con i precedenti finanziamenti.

Questo perché la cessione del quinto viene pagata direttamente dal datore di lavoro senza il bisogno di garanzie da parte del richiedente. Per ottenere un prestito da cattivo pagatore, richiedendo la cessione del quinto, ricordiamo che è necessario essere lavoratori dipendenti.

Prestiti a Protestati

Vediamo adesso come funzionano le cose quando si tratta di concedere prestiti a soggetti che possono essere considerati “a rischio”.
Cominciamo dai protestati.

Anzitutto, si definiscono protestati quei debitori che in conseguenza del mancato pagamento di un assegno, una tratta, una cambiale, o un altro titolo consimile, hanno subìto quel particolare procedimento che è terminato con l’attribuzione della qualifica di cui sopra.

I protestati vengono iscritti in un elenco tenuto e gestito dalle Camere di commercio ( legge 480/1995) e rimangono inseriti nei registri per 5 anni, salva la cancellazione conseguente all’estinzione del debito sotteso al titolo.
Fino a poco tempo fa era impossibile concedere prestiti anche personali ai protestati. Adesso, fortunatamente , le cose stanno in maniera diversa ed è stato introdotto un particolare tipo di finanziamento che consente l’accesso al credito anche alla categoria dei protestati.

Le fattispecie che consentono ai protestati di ottenere l’erogazione di un finanziamento sono tre: la cessione del quinto dello stipendio, il prestito delega e il prestito cambializzato. Di tutti e tre i casi, ci occuperemo nei prossimi articoli, per adesso basti dire che il presupposto fondamentale è che il richiedente sia un lavoratore dipendente (pubblico o privato).

Per coloro che sono esclusi dal rapporto di lavoro dipendente (autonomi e soggetti senza busta paga) risulta estremamente difficile l’accesso al credito e le uniche possibilità rimangono quelle di una garanzia personale ( terzo garante) o reale (ipoteca). Vediamo adesso come funzionano le cose quando si tratta di concedere prestiti a soggetti che possono essere considerati “a rischio”.
Cominciamo dai protestati.

Anzitutto, si definiscono protestati quei debitori che in conseguenza del mancato pagamento di un assegno, una tratta, una cambiale, o un altro titolo consimile, hanno subìto quel particolare procedimento che è terminato con l’attribuzione della qualifica di cui sopra.

I protestati vengono iscritti in un elenco tenuto e gestito dalle Camere di commercio ( legge 480/1995) e rimangono inseriti nei registri per 5 anni, salva la cancellazione conseguente all’estinzione del debito sotteso al titolo.
Fino a poco tempo fa era impossibile concedere prestiti anche personali ai protestati. Adesso, fortunatamente , le cose stanno in maniera diversa ed è stato introdotto un particolare tipo di finanziamento che consente l’accesso al credito anche alla categoria dei protestati.

Le fattispecie che consentono ai protestati di ottenere l’erogazione di un finanziamento sono tre: la cessione del quinto dello stipendio, il prestito delega e il prestito cambializzato. Di tutti e tre i casi, ci occuperemo nei prossimi articoli, per adesso basti dire che il presupposto fondamentale è che il richiedente sia un lavoratore dipendente (pubblico o privato).

Per coloro che sono esclusi dal rapporto di lavoro dipendente (autonomi e soggetti senza busta paga) risulta estremamente difficile l’accesso al credito e le uniche possibilità rimangono quelle di una garanzia personale ( terzo garante) o reale (ipoteca).

Prestiti Delega

Dal momento in cui hai bisogno di un prestito per affrontare tutte le tue spese, ci sono diverse soluzioni tra cui puoi optare. Se sei un lavoratore dipendente sicuramente la tipologia di finanziamento migliore è quella della cessione del quinto. Per chi non conoscesse questo finanziamento, si tratta del migliore e più conveniente prestito personale per i lavoratori dipendenti, concesso sia ai lavoratori a tempo determinato che a tempo indeterminato, oltre che sia a chi lavora nel settore pubblico che in quello privato.

La somma massima che puoi richiedere con questo tipo di finanziamenti è calcolata in base al tuo stipendio netto e in base alla durata di rimborso, che può arrivare fino a 120 mesi. Ma cosa succede se dovessi aver bisogno di una somma più elevata di quella che questo prestito ti può garantire? In questo caso potresti fare domanda dei prestiti delega, o doppio quinto.

Come si può intuire dal nome, il doppio quinto è un finanziamento che ti assicura di poter ricevere una somma massima più elevata rispetto a quella che invece ti può dare la cessione del quinto. La durata massima di rimborso è sempre di 120 mesi, ciò che cambia è la rata massima che puoi richiedere. In questo caso è pari a 2/5 dello stipendio netto. La modalità di rimborso invece non cambia, dunque sempre ritenuta dalla busta paga versata dal datore di lavoro alla società finanziaria.

Attenzione al fatto che le società finanziarie chiedono delle garanzie maggiori per chi dovesse richiedere questo prestito. Sicuramente è necessario avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato, oltre che non essere mai stati segnalati come cattivi pagatori. Qualora mancasse una di queste due condizioni, diventa difficile accedere ai prestiti delega, o doppio quinto, e bisognerebbe optare per altre soluzioni, come la già citata cessione del quinto.

Cessione del quinto

L’espressione cessione del quinto di stipendio deriva dal fatto che l’importo massimo della rata di rimborso del prestito non può superare il valore di 1/5 dello stipendio mensile, inoltre la durata massima consentita è di 120 mesi e la minima non è inferiore ai 24 mesi.

Il termine massimo della durata non può eccedere comunque il termine del rapporto di lavoro e il pensionamento, tranne che per i dipendenti ministeriali, i quali possono decidere se estinguere il debito o traslarlo sulla pensione.

Oggi è possibile l’accesso alla cessione anche da parte dei pensionati e in questo caso l’età massima alla scadenza è 85 anni.

Per ottenere un prestito compila il modulo nella home page del sito.

Una volta compilato sarai ricontattato dai nostri collaboratori che ti assisteranno ad ottenere il credito di cui hai bisogno.

Prestiti a lavoratori autonomi e professionisti

Tra le soluzioni di credito a disposizione dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti si possono individuare il prestito personale ed il prestito fiduciario. Esistono invece altri tipi di prestito (come la cessione del quinto ed il prestito delega) che, in virtù della loro particolare natura, non possono essere concesse a chiunque sia autonomo o libero professionista. Sia la cessione del quinto che il prestito delega richiedono infatti che il pagamento delle rate avvenga tramite trattenuta del relativo importo sulla busta paga del richiedente e sia ad opera del datore di lavoro, esigenza che evidentemente non può essere soddisfatta in presenza di un lavoro autonomo.

I lavoratori autonomi o i liberi professionisti che intendessero usufruire di un finanziamento devono prima assicurarsi di possedere tutti i requisiti necessari, contattando preventivamente la banca o l’istituto di credito di riferimento. Tra le diverse condizioni necessarie si possono citare la maggiore età del richiedente ed una certa anzianità lavorativa, che talvolta risulta superiore rispetto a quella prevista per altre categorie di lavoratori (dipendenti pubblici e privati).

In genere, anche gli autonomi ed i liberi professionisti con dei finanziamenti già attivi possono richiedere e ottenere un prestito, purché i finanziamenti considerati nella loro totalità non incidano oltre una certa soglia percentuale sul reddito netto del richiedente; in presenza di determinate condizioni, specialmente nel caso in cui l’importo richiesto sia piuttosto elevato rispetto al reddito del richiedente, la banca può richiedere che sia presente un garante.

In presenza di protesti o di segnalazioni come cattivo pagatore, può risultare necessario che il richiedente saldi i precedenti debiti e ottenga la cancellazione del proprio nominativo dal registro dei protestati o dei cattivi pagatori, prima di poter ottenere un nuovo finanziamento.

Prestito agli studenti

I prestiti per studenti sono erogati per permettere ai ragazzi (o a gente più anziana) di iniziare, proseguire o riprendere un corso di studi.

Il prestito agli studenti serve dunque a pagare le tasse universitarie, per sostenere le spese di vitto e alloggio in una località diversa e lontana dalla propria residenza in caso di studenti fuori sede, per pagare materiale didattico o approfondimenti culturali legati al proprio percorso di studi.

Anche i corsi privati di qualsiasi genere sono coperti da un prestito di questo tipo.

La somma richiedibile con un prestito del genere può variare da un paio di migliaia di euro fino a tetti massimi di circa 30.000 euro (questi sono calcoli variabili, in base alle offerte del mercato), e viene rimborsato con rate fisse, pattuite in accordo con il cliente e l’ente, entro un arco temporale che può arrivare fino ai 120 mesi,  in base all’importo richiesto ed alla politica applicata dall’ente prescelto.

I prestiti studenti sono disponibili presso banche, intermediari finanziari e moltissime società di credito operanti online, le quali ultimamente pongono sempre meno vincoli e riducono sensibilmente i tempi di erogazione. I prestiti a studenti non sono mai concessi in presenza di cattivi pagatori o protestati.

Il prestito può essere richiesto dallo studente stesso, se dispone di un reddito sufficiente per far fronte alle rate, o da un parente, o un congiunto, che richiede il prestito per farne usufruire ad un terzo.
In questo caso è possibile coprire anche le spese legate agli studi di un soggetto minorenne.

E’ sempre utile comunque, a prescindere dall’ente di riferimento, confrontare consulenze e preventivi online, in base alle proprie esigenze, per essere sicuri di aver ottenuto l’offerta più vantaggiosa tra quelle sul mercato.

Esistono numerosi siti on line che ospitano delle vere e proprie banche dati aggiornate con tutte le offerte di prestito disponibili sul mercato.

Tornando al prestito, l’erogazione avviene sottoforma di assegno circolare, recapitato al domicilio del cliente, oppure attraverso un bonifico bancario versato sul conto corrente del beneficiario dello stesso.

Per il rimborso, invece, solitamente si utilizza il RID, ovvero un prelievo mensile automatico dal conto corrente del debitore, una volta che questo viene ovviamente autorizzato ed i dati del conto corrente vengono rilasciati.

Altro metodo per il rimborso delle rate, che ricordiamo sono fisse e costanti per tutta la durata del pagamento, è la trattenuta sullo stipendio.

In caso di richiedenti neoassunti o con qualche complicazione finanziaria in corso, è facoltà dell’ente finanziario richiedere la firma di un garante, per poter tutelare il pagamento del prestito anche in caso di insoluto.

Prestiti

I prestiti sono attualmente la base per cui si sviluppa l’economia del paese: viviamo in un mondo che quotidianamente cresce anche grazie ai prestiti, in tutte le sue declinazioni: mutui, finanziamenti, fidi, ecc.

Grazie ai prestiti in momenti in cui l’alternativa di pagare in contanti non sarebbe stata perseguibile molti hanno avuto la possibilità di acquistare una casa, un’auto o altri beni durevoli.

I prestiti sono finanziamenti molto proficui per aziende che necessitano di ingrandirsi e crescere affrontando pagamenti dilazionati.

L’atteggiamento dei consumatori di fronte al prestito è mutato: fino a pochi anni fa molte famiglie avrebbero rinunciato ai loro acquisti in mancanza di liquidi. Oggi invece sono stati compresi i vantaggi dei prestiti: il prestito viene considerato una soluzione dignitosa e razionale, perché finalizzato alla stabilizzazione dei consumi e al miglioramento del proprio tenore di vita.

Prestiti finalizzati Prestiti accesi generalmente presso un rivenditore di beni o servizi per dilazionare il prezzo di acquisto; il negoziante ha stipulato una convenzione con una o più finanziarie per la fornitura di prestiti ai propri clienti e riceve una provvigione per i prestiti concessi. I prestiti sono erogati direttamente al negoziante.

Prestiti – dipendenti
Definizione che si rifà al prodotto “cessione del quinto dello stipendio” e, in genere, a tutte quelle forme di prestito che prevedono come garanzia il reddito da lavoro dipendente prodotto oppure il TFR maturato.

Prestiti non finalizzati
Prestiti richiesti presso una banca o società finanziaria e non subordinati all’acquisto di uno specifico bene o servizio. Non vi è la presenza di un convenzionato, quindi il prestito viene versato direttamente al richiedente.

Prestiti – personali
Prestiti non finalizzati di un importo prefissato, con pagamento di un tasso di interesse in genere fisso e rimborsabile secondo un piano di ammortamento a rate costanti. Tali prestiti non prevedono la fornitura di garanzie reali.

Le spese del finanziamento: il Tan ed il Taeg

Quando ci si trova nella condizione di dover scegliere un prestito, accade spesso di rimanere spaesati dinanzi all’enorme numero di proposte e di offerte presenti sul mercato. La scelta del finanziamento più adatto alla propria situazione può diventare un evento problematico se manca la conoscenza degli aspetti da valutare, quegli elementi ai quali può essere ricondotta l’effettiva convenienza del prestito.

In questa sezione esaminiamo le principali spese associabili ad un finanziamento e descriviamo alcuni dei parametri che è bene tenere in considerazione per valutare la convenienza di un prestito o di un finanziamento.

La spesa forse più evidente è il tasso di interesse applicato al prestito, che rappresenta il costo del finanziamento: il tasso di interesse indica il compenso spettante alla società creditizia per aver erogato i propri servizi (la concessione del prestito, appunto). Per stimare questo aspetto ci si affida al Tan (tasso annuo nominale), parametro che indica, per l’appunto, l’ammontare degli interessi relativi ad una pratica di finanziamento.

Pur fornendo delle indicazioni di massima sul costo di un finanziamento, il Tan non prende in considerazione di fatto molte altre spese e costi associati al prestito.

Oltre al tasso d’interesse, infatti, esistono molte altre spese associate ad una pratica di finanziamento che non sono conteggiate nel Tan. Tra queste figurano, ad esempio:

  • le spese per l’istruttoria;
  • le spese per le polizze e per le assicurazioni obbligatorie;
  • le spese di incasso rata e di invio estratto conto.

Tutte queste spese possono incidere anche di molto sul costo totale di un finanziamento ed è quindi indispensabile tenerne conto nel giudicare l’effettiva convenienza di un’offerta di prestito.

Abbiamo visto che il Tan non tiene in considerazione alcun costo al di fuori del tasso di interesse applicato al finanziamento; come fare dunque per avere un’idea più precisa circa l’ammontare delle altre spese connesse ad un prestito?

La risposta sta nel Taeg, il tasso annuale effettivo globale. Il Taeg è un parametro che stima il costo complessivo del finanziamento, considerando tutti gli oneri accessori obbligatori associabili ad un finanziamento (non conteggiati dal Tan). Il Taeg tiene quindi conto delle spese di istruttoria, di estinzione anticipata, delle assicurazioni obbligatorie, ecc.; per questo motivo, il suo valore è sempre maggiore rispetto al Tan.

Per i motivi esposti, il Taeg rappresenta uno tra i parametri da prendere in considerazione per confrontare la convenienza di diverse offerte di finanziamento.

Pur costituendo il Taeg un utilissimo strumento a fini comparativi, è importante però introdurre alcune precisazioni. Per operare un confronto corretto tra diverse proposte di finanziamento sulla base del Taeg, occorre innanzitutto che queste presentino le stesse caratteristiche in termini di durata e di importo del finanziamento. Allo stesso modo, possono esservi delle spese connesse al finanziamento non conteggiate neppure dal Taeg, come polizze assicurative facoltative, tasse e bolli statali.

Per questi e per altri motivi, una corretta valutazione della convenienza di un’offerta di finanziamento dovrebbe sempre essere assistita da un esperto o un consulente specializzato in materia, essendovi molti aspetti specifici non immediatamente evidenti.